Sicuramente la moda della dieta senza glutine o gluten free è destinata a crescere ancora per molti anni. Il business che ci gira attorno è enorme, e il settore cresce a doppia cifra ogni anno. Cresce sia la percentuale dei prodotti acquistati con i buoni statali dai celiaci veri e propri, sia quella comperata da persone che non sono celiache, i cosiddetti sensibili.

Al momento nessuno sa davvero cosa sia la “sensibilità al glutine”: chi è sensibile avrebbe gonfiori, malesseri e stanchezza quando ingerisce il glutine. Ci chiediamo sempre assieme a cosa è stato mangiato il glutine.

1) Quanto durerà la moda della dieta senza glutine?

Al momento nessuno sa come cambierà il nostro modo di fare la spesa al supermercato, se passeremo da un semplice slalom tra i prodotti senza glutine alla difficoltà di trovare qualcosa che non sia marchiato gluten free e che non costi per questo di più. Al momento il gluten free è una moda per ricchi, non dimentichiamocelo: un prodotto senza glutine costa da 2 a 5 volte di più il suo corrispettivo con glutine.

Sicuramente siamo di fronte ad un’isteria collettiva in cui forse quelli che ci possono rimettere sono solo i celiaci che si trovano di fronte un’offerta così abbondante che può mettere a rischio l’attenzione da dedicare alla contaminazione con il glutine.

Eppure la campagna vade retro glutine sta crescendo così tanto che ormai siamo alla soglia del ridicolo: la scritta gluten free sta comparendo sul cioccolato, sui rossetti e sui dentifrici. Evviva la moda, l’ignoranza e il silenzio sulla verità da parte degli addetti ai lavori: dai produttori di cibo agli scrittori di libri di ricette.

2) Chi potrà fermare la moda del gluten free?

Forse in futuro basterà una pillola per i celiaci, forse ad un certo punto anche l’opinione pubblica spinta dalla classe medica e dai nutrizionisti, che al momento stanno a guardare e probabilmente anche loro, come le industrie alimentari, cavalcano l’ondata di sensibilità, di mistificazione e di intolleranze che provocano quei sintomi vaghi e fastidiosi risolti con esami che non hanno nessuna validità scientifica, grideranno stop a questa follia alimentare collettiva che stiamo vivendo.

Fermare quella fetta di pubblico che ha deciso di dedicarsi ad una dieta senza glutine spinta dalla moda, dalla lettura dei settimanali e dalle foto dei divi americani che ammiccano al gluten free, dovrebbe diventare un impegno sociale: la dieta senza glutine è una errata convinzione alimentare.

Un regime alimentare privato del complesso proteico presente nei cereali, ne abbiamo parlato nell’articolo “Conosci il glutine se conosci i cereali, il frumento e la farina”, è da consigliare esclusivamente ai celiaci.

3) La dieta senza glutine fa dimagrire?

Oggi se si evita il glutine è soprattutto perché non lo si conosce e si ha un’idea vaga di cosa si stia parlando.

La convinzione che il glutine faccia anche ingrassare, affermazione che appare quantomeno errata trattandosi di un complesso proteico, è un’idiozia nutrizionale.

Che si rilevi il fatto che chi decide di seguire una dieta senza glutine, comincia a sviluppare una consapevolezza alimentare diversa, comincia a leggere le etichette nutrizionali nelle confezioni, introduce una quota minore di carboidrati nella dieta fornita dai cereali e per questo dimagrisce, è un altro paio di maniche. Su questo gli studi effettuati sono chiari: quello che funziona nell’eliminare il glutine dalla propria dieta, al limite è l’effetto placebo.

Attenzione al fatto che se si decide di eliminare pane e pasta dall’alimentazione, scelta alimentare comunque errata, si dimagrisce, ma se invece si decide di sostituirli con alimenti senza glutine, l’effetto potrebbe essere addirittura l’opposto: eliminando le proteine, il senso di sazietà diminuisce, e il rischio è che abbiamo più fame e mangiamo di più.

Se invece sbilanciamo l’alimentazione verso una dieta iperproteica, questa può danneggiare il nostro metabolismo ed affaticare alcuni organi: fegato e reni.

La dieta senza glutine non fa dimagrire perché il dimagrimento è un concetto che si deve valutare nel lungo termine e c’è una sola dieta dimagrante che funziona: quella equilibrata e varia.