Senza glutine è meglio

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Senza glutine è meglio. I prodotti senza glutine hanno fatto crescere l’interesse verso forme meno comuni di antichi cereali. Dopo l’abbuffata di frumento, segale e orzo, si aprono le porte all’utilizzo di grano saraceno, amaranto, quinoa, teff e sempre più anche di avena, grazie all’evoluzione delle tecnologie moderne.

Ma questo non basta. Il prodotto senza glutine è uscito dall’essere un prodotto per scopi medici e sta assumendo i connotati di un prodotto alimentare adatto ad un nuovo stile di vita. Ci sono esigenze alimentari particolari da soddisfare, ipersensibilità e intolleranze verso il glutine da portare avanti. La dieta senza glutine è ancora avvolta da un alone di mistero ed è una nicchia elitaria, i cereali senza glutine non si conoscono ancora bene, e non prendono alla stragrande maggioranza delle persone che associano all’amaranto il concetto di un tipo di rosso prima che di un cereale antichissimo.

Come far diventare il senza glutine un concetto importante per la salute e per la dieta tanto quanto il significato di biologico ha assunto nell’immaginario collettivo?

E’ la persistente confusione che c’è sull’esatta definizione di glutine che costringe il senza glutine a non essere ancora associato ad una dieta dimagrante, perché il glutine fa male ed è un allergene da evitare. E se lo elimini ti sentirai meglio.

Tutti i prodotti con scritto “senza….” vengono associati a prodotti utili per migliorare la propria salute e lo stile di vita, compreso il senza glutine.

Come si può far associare alla parola senza glutine un immediato senso di naturalità e di nutrizione superiore come i prodotti biologici ormai, purtroppo, hanno assunto?

1) Dieta senza glutine

Ci sono persone che credono di seguire una dieta senza glutine e invece ogni tanto lo mangiano, ci sono quelle che per seguire la dieta senza glutine hanno eliminato tutti i cereali e poi ci sono i celiaci veri e propri e i loro familiari, le vere vittime di questa farsa alimentare.

Lo afferma qualsiasi ricerca che indaghi sulle persone che seguono una dieta senza glutine senza essere celiaci. Non sono consumatori dai gusti mutevoli, ma piuttosto persone che non hanno appieno capito cos’è il glutine, cosa fa e dove lo si trova.

Solo uno su tre che acquista prodotti senza glutine sa che il glutine è una proteina e uno su cinque che serve per aiutare l’impasto a lievitare.

Altri pensano che sia un additivo non naturale, un organismo geneticamente modificato o una sostanza tossica.

La moda della dieta senza glutine sta facendo crescere l’interesse per i cereali come il mais e la quinoa, ma dall’altra parte ha convinto molti consumatori a fare scelte errate eliminando tutti i cereali anche quelli che non hanno il glutine.

Una delle sfide è far capire che la dieta senza glutine non significa dieta senza cereali e molti cereali sono naturalmente privi di glutine. Anche le persone che seguono una dieta senza glutine senza essere celiaci, scelta non comprensibile da un punto di vista nutrizionale, possono provare piacere a mangiare mais, quinoa e riso.

2) Il senza glutine significa salute

No. Non ci sono differenze nei valori nutrizionali dei prodotti senza glutine rispetto a quelli normali, mediamente si trovano più bassi livelli di proteine nei prodotti senza glutine, ma per il contenuto ad esempio di sale e di sodio sono simili. I prodotti con e senza glutine possono essere entrambi salutari, o non salutari allo stesso modo. Esiste invece il problema che certi prodotti senza glutine sono meno salutari perché contengono più valori di zucchero e grasso per compensare il gusto e le maggiori difficoltà a livello di processo produttivo e di shelf-life del prodotto.

3) Il cliente del prodotto senza glutine

C’è una netta differenza tra il consumatore che deve evitare certi cibi perché allergico, da quello che preferisce acquistare senza glutine come parte di un generale stile di vita salutare.

Quelli che credono che seguendo uno stile di vita senza glutine possono avere benefici nella digestione, nel controllo del peso, molte volte non mettono attenzione in modo particolare all’etichetta.

Invece quelli che devono evitare certi allergeni sono molto attenti a scrutare l’elenco degli ingredienti e capiscono il profilo nutrizionale di certi prodotti senza glutine.

Ed ecco un altro problema: le persone che leggono attentamente la lista degli ingredienti possono trovare in un prodotto senza glutine una percezione di artificialità. Questo perché in una larga porzione di prodotti senza glutine, ad esempio uno snack, spesso si trovano una lista di ingredienti complicata.

Un altro fatto che limita l’idea che il senza glutine possa essere associato immediatamente a cibo salutare è dovuto alla proliferazione dell’utilizzo della scritta “senza glutine“ anche in prodotti dove non è necessario, come ad esempio in un vasetto di yogurt o in un pezzo di cioccolata. E questo sta causando il rischio di distruggere tutta la fatica che ha fatto il marketing alimentare ad associare alla parola senza glutine il significato di salutare, naturale e dimagrante.

 

Ma tutti i sostenitori della dieta senza glutine possono esultare perché è già pronta la soluzione. I prodotti senza glutine vanno fortificati!

Se esiste un 20% di consumatori di prodotti senza glutine che credono siano prodotti più salutari e migliori, è perché loro vogliono che sia così e questa è una domanda della nostra società che va soddisfatta. E allora sono già pronti il latte senza glutine con l’aggiunta di calcio o le barrette senza glutine con l’aggiunta di fibre come esempi di nuovi prodotti da lanciare nel mercato. Senza glutine è meglio, lo dice il marketing.