Tempo Limitato per MangiareIn un precedente articolo abbiamo già parlato dell’efficacia del digiuno intermittente non solo per la perdita di peso, ma anche per migliorare la propria condizione di salute. Oggi nello specifico approfondiremo un tipo di alimentazione ‘intermittente’ particolarmente indicato per chi vuole dimagrire senza soffrire la fame: il Time Restricted Eating.

Tutti sappiamo quanto sia odioso affrontare un regime alimentare dove è necessario pesare il cibo, contare le calorie e nel frattempo ‘soffrire’ guardando il piatto mezzo vuoto quando la fame ci assale. Questa particolare dieta sembra essere indicata proprio per le persone che non riescono ad affrontare questo stato proibitivo e sembra che stia dando ottimi risultati. Vediamo quindi nello specifico di cosa si tratta.

Cos’è il Time Restricted Eating

Il Time Restricted Eating (letteralmente tradotto “Tempo Limitato per Mangiare”) si basa sulla teoria che l’essere umano di oggi passa troppe ore a mangiare. Basandosi su questo concetto, questo regime alimentare non calcola la quantità di cibo introdotta nell’organismo, ma le ore in cui si può mangiare.

Secondo gli esperti, in passato i nostri antenati erano abituati a digiunare spesso, quasi ogni giorno, aspettando nuove prede da cacciare. A dire il vero la possibilità di mangiare tutti i giorni e in maniera abbondante è una pratica relativamente moderna, perché solo fino a un centinaio di anni fa la maggior parte delle famiglia non aveva accesso al cibo con la stessa facilità di oggi e questo portava a razioni minime e digiuni a volte prolungati per giorni.

Il moderno stile di vita è tutto il contrario. Anche quando ‘c’è crisi’ il cibo non manca mai, anzi. Spesso nel mondo occidentale si tende a riempirsi la pancia più del normale con il cibo spazzatura, piuttosto che mangiare poco e sano.

Anche questo mangiare continuo viene ritenuto colpevole dell’obesità che dilaga e del maggior numero di malati cronici dell’era moderna.

Per questo numerosi studiosi cercano regimi alimentari simili al Time Restricted Eating, che aiutino a ritrovare un limite, se non in calorie, almeno di tempo in cui ci si alimenta.

Come funziona il Time Restricted Eating

Sulla carta è piuttosto semplice: si può mangiare qualsiasi cosa ci piaccia, senza restrizioni caloriche di nessun genere. Con il Time Restricted Eating si mangia solo in un numero fisso di ore mentre nella parte restante della giornata si osserva il digiuno.

Fino a qui tutto sembra perfetto, ma ovviamente non è così semplice. Affinché questo regime alimentare possa veramente aiutare a perdere peso e a sentirsi meglio, deve essere seguito ogni giorno della settimana e il digiuno deve durare almeno 13/14 ore ogni giorno. È la parte ovviamente difficile di questa dieta!

È anche vero però che, se organizzato bene, il Time Restricted Eating non è così impossibile. È sufficiente far combaciare le ore di digiuno con quelle del riposo. Se per esempio l’ultimo pasto si fa alle 19 di sera, il giorno dopo si può riprendere con la colazione alle 8 del mattino. Non sembra così difficile no? È solo questione di abitudine.

I benefici del Time Restricted Eating

Essendo un regime alimentare studiato appositamente per perdere peso, si potrebbe pensare che il Time Restricted Eating abbia come beneficio solo quello di far dimagrire, ma come altri tipi di digiuno, può dare una serie di benefici anche a tutto l’organismo.

Quelli che seguono sono i principali vantaggi di questo particolare modo di mangiare:

  • aumento del metabolismo;
  • riduzione della sensazione di stanchezza;
  • riduzione dello stress;
  • riduzione del colesterolo e dei trigliceridi;
  • miglior controllo della glicemia;
  • miglior riposo notturno.

Il Time Restricted Eating è stato valutato positivamente dalla maggior parte degli esperti nutrizionisti. Ci sembra però corretto sottolineare una cosa importante. Benché sia un regime alimentare libero, che prevede una libera alimentazione, i suoi benefici saranno maggiori se si elimineranno alcuni alimenti considerati dannosi per l’organismo.

Infatti, quando il nostro corpo viene nutrito di cibi considerati infiammatori, il nostro intestino viene maggiormente affaticato e, lavorando peggio, tutto l’organismo ne risente.

Per questo è bene mangiare sì liberamente, senza guardare alle calorie e alle quantità, ma allo stesso tempo è consigliato togliere il cibo processato industrialmente e gli alimenti troppo zuccherati che possono alzare la glicemia in fretta e creare infiammazione.

Consigli finali

Le soluzioni miracolose non esistono, questo deve essere chiaro. Sicuramente iniziare la dieta Time Restricted Eating può essere difficile, soprattutto quando si è abituati a mangiare la mattina presto o a cenare tardi.

Uno dei migliori consigli dati dagli esperti è quello di andare per gradi. Meglio iniziare per esempio a smettere di mangiare verso le 7 o le 8 la sera per raggiungere facilmente le 12 ore di digiuno grazie al riposo. Quando poi ci si è abituati, si può iniziare ad anticipare il digiuno di mezz’ora a salire, per arrivare a una ‘finestra’ in cui si mangia in sole 8/9 ore totali (per esempio dalle 8 alle 17/18).

Durante il periodo di digiuno si possono bere acqua, tisane, ma anche brodo di verdura o se si ha bisogno di più sostanza, un frullato di verdure condito con un grasso sano (olio extravergine di oliva o di cocco, che aiutano a sentirsi più sazi).

Come tutti i regimi alimentari ristretti, il Time Restricted Eating potrebbe non essere idoneo alle persone diabetiche, a quelle che fanno una particolare attività, alle donne in alcune fasi della vita e simili. È sempre consigliato parlare con un medico o nutrizionista prima di iniziare una simile